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Articolo di presentazione del nuovo Segretario Generale

 

 IL SI.NA.G.I. RICONFERMA LA VALIDITA’ DEL SUO PROGETTO POLITICO.

ADESSO ABBIAMO IL DOVERE DI DARE DELLE RISPOSTE CONCRETE AI GIORNALAI.
 
“Una scelta di vita”
di Vito Michea
 
 
 
Scrivo questo mio primo editoriale con la consapevolezza di non avere ancora metabolizzato per intero le decisioni assunte dal Comitato Direttivo Nazionale.
Mi riferisco chiaramente a quella relativa all’elezione del nuovo Segretario Generale, conseguenti alle dimissioni di Ermanno Anselmi.
Una scelta di vita, la mia, motivata dalla necessità di riprendere un cammino troppe volte condizionato anche da fattori interni, dove le strumentalizzazioni e le interminabili discussioni che ne conseguivano hanno di fatto rallentato la nostra operatività a tutti i livelli, limitando inevitabilmente anche lo spazio necessario per un reale approfondimento delle tematiche più sentite dalla nostra rete di vendita. Proprio per questo ho ritenuto indispensabile offrire un ulteriore contributo al mio Sindacato, e a tutti i colleghi che ho sempre avuto l’onore di rappresentare, nonostante abbia l’esatta conoscenza dei grandi problemi sul tappeto e delle radicali scelte, ormai irrinunciabili, che sarà necessario prendere a breve.
I nostri iscritti, l’intera rete di vendita, aspettano da tempo delle risposte concrete alle numerose violazioni contrattuali ma, soprattutto, si interrogano sulle prospettive future delle loro attività commerciali. Le rivendite chiudono con una velocità allarmante, le altre riescono a resistere solo perché i nostri colleghi non hanno una valida alternativa di lavoro. I debiti si aggiungono ad altri, senza soluzione di continuità, mentre le nostre naturali controparti guardano a noi solo per trovare il modo per drenarci ulteriori risorse finanziarie, ammesso che ce ne siano ancora. Il sistema sta per saltare in aria, i segnali sono molto evidenti, ma sembra che nessuno abbia le idee chiare su cosa fare per riformarlo integralmente. I patti contrattuali in essere sono drammaticamente superati, ed è quindi normale che si vada a rivederli per intero.
Necessita una riforma organica del settore, che deve ridefinire nuovi equilibri all’interno del comparto editoriale, passando in via preliminare attraverso la modifica sostanziale della nota parità di trattamento delle testate.
Siamo l’unico settore commerciale dove esiste l’obbligo di accettare i prodotti e le quantità degli stessi decise da altri, però pagate da noi anticipatamente; cioè un obbligo di legge che si scarica finanziariamente sull’ultimo anello della c.d. filiera, certamente quello più debole. Milioni di copie di prodotti invendibili continuano a riempire le nostre rivendite, molti dei quali propongono scandalosamente scontistiche e prezzi assolutamente fuori mercato; altri milioni di copie sono proposte con prezzi di copertina così ridotti che non è più neanche conveniente esporle.
Trovare un accordo per la gestione degli abbonamenti è importante, ma lo è anche il riconoscimento del contratto estimatorio e del lavoro svolto dai rivenditori. È anche non più procrastinabile trovare nuove strade per garantire le forniture ai punti vendita dei prodotti che il mercato richiede. Uno dei problemi, quest’ultimo, che sta scardinando la nostra inesauribile pazienza.
Serve uno sforzo comune per accelerare l’informatizzazione della nostra rete, per la formazione dei rivenditori e per l’ammodernamento delle rivendite. Noi siamo pronti a trattare su tutto, ma vorremmo sapere se i nostri interlocutori istituzionali sono disponibili a farlo senza porre alcuna pregiudiziale e, soprattutto, se sono in grado di garantire che gli impegni che si dovranno assumere saranno poi rispettati da tutti i soggetti della filiera distributiva.
La stessa questione dei Gratta & Vinci, e dei giochi in generale, va affrontata una volte per tutte. Non è accettabile che in un contesto di crisi profonda, venga negata ai nostri colleghi la possibilità di esercitare la vendita delle lotterie istantanee, che sono di diretta emanazione dei Monopoli di Stato, solo perché il Consorzio Lotterie Nazionale, che ne ha la concessione, privilegia una rete di vendita piuttosto che dare a tutti gli esercizi commerciali analoghe possibilità. I Monopoli di Stato, ma soprattutto il Garante per il Mercato e della Concorrenza, devono spiegarci i motivi di tali